Protezione solare quotidiana: perché la crema da sola non basta
Subito dopo pranzo, il sole picchia sulla strada verso l'ufficio, e la crema solare è rimasta a casa in bagno. Ti suona familiare? La protezione solare quotidiana raramente fallisce per mancanza di conoscenze. Fallisce sulla routine. La maggior parte delle persone pensa alla protezione UV quando va al mare o in escursione. Ma la pelle non dimentica un solo raggio di sole, nemmeno quello della breve pausa pranzo all'aperto.
Quello che in molti sottovalutano: la Svizzera è fra i paesi con i tassi di melanoma più alti d'Europa. Ogni anno vengono diagnosticati circa 3'200 nuovi casi, come riferisce la Lega svizzera contro il cancro . La causa non è solo il bagno di sole in vacanza. È l'esposizione cumulativa, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Radiazione UV in Svizzera: più forte di quanto si creda
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) classifica la radiazione UV come cancerogeno di gruppo 1. Fino al 90 % dei casi di tumore cutaneo non melanocitario è riconducibile, secondo l' OMS , all'esposizione cumulativa ai raggi UV. Non è un numero astratto: riguarda pelle vera, esposta al sole senza protezione per anni.
In Svizzera si aggiunge un fattore che chi vive in pianura dimentica volentieri: l'altitudine. Ogni 1'000 metri di dislivello l'esposizione ai raggi UV aumenta di circa il 10-12 % (fonte: Wikipedia – radiazione ultravioletta). Chi va in escursione a Davos riceve nettamente più UV di chi passeggia a Zurigo. E la neve riflette ulteriormente la radiazione: un motivo per cui la protezione solare dovrebbe essere un tema anche d'inverno.
MeteoSvizzera pubblica ogni giorno un indice UV. Nelle giornate estive, sull'Altipiano, raggiunge regolarmente valori di 7-8, considerati «alti» o «molto alti» (fonte: MeteoSvizzera). Già a partire da un valore di 3 gli specialisti raccomandano misure di protezione.
I tre pilastri quotidiani: ombra, abbigliamento, crema
L'UFSP raccomanda, nell'ambito delle sue campagne di protezione UV, un principio semplice: fra le 11 e le 15 restare il più possibile all'ombra, indossare abiti protettivi e usare prodotti solari con almeno SPF 30 (fonte: UFSP). Sembra semplice. Ma mano sul cuore: chi lo mette in pratica con costanza?
Alcuni adattamenti davvero praticabili:
- Una crema da giorno con SPF 30 come base, ogni mattina, anche con le nuvole, perché fino all'80 % della radiazione UV attraversa la copertura nuvolosa.
- Occhiali da sole con filtro UV-400, perché anche gli occhi possono subire danni.
- Spostare consapevolmente la pausa pranzo all'ombra invece di sedersi sulla terrazza assolata.
- Nelle attività all'aperto: copricapo a tesa larga; i berretti da baseball proteggono poco orecchie e nuca.
Il vero problema non è la mancanza di conoscenze, ma la mancanza di abitudine.
Protezione solare dall'interno: che cosa può fare l'alimentazione
Qui la cosa si fa interessante, e spesso viene fraintesa. Nessuna alimentazione sostituisce la crema solare. Punto. Ma alcuni nutrienti possono sostenere la pelle dall'interno, riducendo lo stress ossidativo provocato dai raggi UV. Antiossidanti come vitamina C, vitamina E e carotenoidi (beta-carotene, licopene, astaxantina) hanno un ruolo, come hanno mostrato Stahl & Sies nella loro rassegna «Photoprotection by dietary carotenoids» (2012, Molecular Nutrition & Food Research).
La Società Svizzera di Nutrizione (SSN) raccomanda cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Pomodori, carote, peperoni, frutti di bosco e spinaci apportano proprio quegli antiossidanti che possono contribuire alla protezione delle cellule.
Per chi al mattino ha poco tempo e vuole comunque creare una base ricca di nutrienti, un frullato Herbalife Formula 1 Banana Cream può essere un'integrazione pratica: fornisce vitamine e minerali come parte di un pasto equilibrato e si abbina senza problemi a frutti di bosco freschi o spinaci. Un buon inizio di giornata fa parte di una colazione consapevole, che fornisce al corpo nutrienti importanti.
Anche l'apporto di liquidi ha un ruolo per la funzione cutanea. Chi beve a sufficienza sostiene la barriera naturale della pelle. Un Tè alle erbe Herbalife alla pesca può rendere più gradevole il ritmo quotidiano del bere: basta prepararlo caldo o freddo e gustarlo distribuito nell'arco della giornata.
Vitamina D: il dilemma della protezione solare
Una protezione solare rigorosa ha un rovescio della medaglia: la produzione di vitamina D dell'organismo diminuisce. La vitamina D si forma nella pelle sotto l'effetto dei raggi UVB. L'EFSA raccomanda agli adulti un apporto quotidiano di 15 µg (600 UI), proprio perché la protezione solare può ridurne la sintesi endogena (fonte: EFSA).
Che cosa significa in pratica? Nessuno deve scegliere fra protezione della pelle e vitamina D. Un' alimentazione consapevole con pesce grasso, uova e alimenti arricchiti può completare l'apporto. E chi ha dubbi può far controllare il livello di vitamina D dal medico di famiglia, soprattutto dopo i mesi invernali.
La protezione solare come abitudine di vita, non come tema stagionale
La protezione UV non è un progetto estivo. La pelle registra ogni esposizione, sugli sci a febbraio o alla grigliata di luglio. Chi prende davvero sul serio la protezione solare la inserisce nella routine quotidiana, come lavarsi i denti. Al mattino la crema con SPF, gli occhiali da sole a portata di mano, un'alimentazione ricca di verdura e frutta. Piccoli passi, grande effetto negli anni.
La tua pelle te ne sarà grata. Non domani. Ma fra dieci anni.
Scopri i nostri prodotti su myherbal.ch – per un'alimentazione che sostiene il tuo stile di vita attivo.